Macerata, così hanno massacrato Pamela: nigeriani traditi dall'ultimo sms
MACERATA Ammazzata. Da un branco di tre nigeriani, a cui verosimilmente si era ribellata, nonostante lo stordimento dell'eroina. E poi fatta a pezzi dagli stessi tre, con macabra precisione e dovizia di ripulitura a base di varechina. Nel giorno in cui diverse sensazioni si spostano nel quadrante delle ipotesi accusatorie (al punto che il procuratore di Macerata Giorgio parla di «caso chiuso») si alzano molti, ma non tutti, i veli sulla tremenda fine di Pamela Mastropietro, la 18enne romana i cui resti sono finiti in due trolley abbandonati e ritrovati nella periferia di Macerata lo scorso 31 gennaio.
Per questo, con le stesse pesanti accuse di omicidio, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere, oltre Innocent Osegahle (nel penitenziario di Montacuto dal primo febbraio), da ieri sono in stato di fermo anche i connazionali Desmond Lucky e Lucky Awelima, dopo l'accelerazione impressa alle indagini dalla Procura maceratese due giorni fa. Così, il sabato del capoluogo blindato per la manifestazione dei centri sociali contro il raid xenofobo del fascio-leghista Traini scioglie i nodi decisivi nella ricostruzione degli inquirenti. Cioè: cosa è successo nell'attico dell'orrore prima dello smembramento di Pamela e (soprattutto) chi sono i responsabili di quello scempio.
Per questo, con le stesse pesanti accuse di omicidio, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere, oltre Innocent Osegahle (nel penitenziario di Montacuto dal primo febbraio), da ieri sono in stato di fermo anche i connazionali Desmond Lucky e Lucky Awelima, dopo l'accelerazione impressa alle indagini dalla Procura maceratese due giorni fa. Così, il sabato del capoluogo blindato per la manifestazione dei centri sociali contro il raid xenofobo del fascio-leghista Traini scioglie i nodi decisivi nella ricostruzione degli inquirenti. Cioè: cosa è successo nell'attico dell'orrore prima dello smembramento di Pamela e (soprattutto) chi sono i responsabili di quello scempio.

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