Super bollette ai terremotati: i consumi "fantasma" nella casa distrutta dal sisma
Case abbandonate, ma arrivano i conguagli. Il caso di un cittadino della provincia di Macerata che ha ricevuto una bolletta da oltre 2000 euro per la fornitura di luce e gas: "Indifferenza e noncuranza nei confronti di chi col terremoto ha perso tutto".
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Castelsantangelo sul Nera, poco più di 200 abitanti che raddoppiano nei mesi estivi, è l'ultimo comune delle Marche prima dell'Umbria. Le scosse di terremoto - del 23 agosto prima e di ottobre 2016 poi - qui hanno distrutto case, chiese, cascine. Oggi nelle frazioni del paesino in provincia di Macerata l'unico movimento è quello di un gatto che si aggira tra i cumuli di macerie. Date le lesioni strutturali, Castelsantangelo sul Nera è un paese fantasma, disabitato da allora, con specifiche ordinanze di inagibilità e di inibizione di accesso adottate per la pubblica incolumità. Eppure a qualcuno continuano ad arrivare bollette sulle utenze domestiche. E' il caso di un cittadino della provincia di Macerata che ha ricevuto un maxi conguaglio da oltre 2000 euro per la fornitura di luce e gas per debiti in buona parte già prescritti o consumi calcolati anche per i mesi in cui la casa era stata abbandonata. L'utenza in questione è proprio nel paesino letteralmente distrutto dal sisma dell’agosto 2016.
Consumi "fantasma" nella casa terremotata
"Nonostante questo, la società fornitrice, ignorando le disposizioni specifiche previste dal Governo e dall’Autorità Energia (oggi Arera) oltre che i numerosi reclami dell’utente, ha emesso fatture calcolando consumi fino al gennaio 2017, quando la casa (nella foto sotto) era ormai abbandonata da cinque mesi", denuncia Confconsumatori Roma, a cui il cittadino si è rivolto. Nello specifico, l'uomo, assistito dell’avvocato Barbara D’Agostino, ha contestato tre bollette. La prima, da 807 euro, è riferita alla fornitura di energia elettrica: "Si tratta di un conguaglio per consumi dal 2009 al 2017 – spiega il legale, che abbiamo contattato al telefono – ovvero un periodo ampiamente prescritto, ma soprattutto i consumi presunti arrivano fino al gennaio 2017, a cinque mesi dal terremoto dell’agosto 2016. Se non bastasse, la fattura è illegittima e infondata sia per le disposizioni specifiche delle zone terremotate (delibera 252/2017/R/com) sia perché l’ultima lettura rilevata risale al 30 giugno 2016 per un totale di 1228 kwh, non si comprende quindi come possa essere rilevato un consumo di 3556 kwh al gennaio 2017".
"Indifferenza e noncuranza nei confronti di chi col terremoto ha perso tutto"
Altre due fatture, da 409 e 1097 euro, sono relative alla fornitura di gas. "Anche queste due fatture sono da contestare per le stesse ragioni – ha commentato l'avvocato D’Agostino –. Infatti le ultime letture rilevate risalgono al settembre 2016 e non si comprende come possa essere rilevato un consumo di gas (peraltro molto alto) nei mesi tra agosto 2016 e gennaio 2017, quando la casa era stata abbandonata a seguito delle ordinanze sulla pericolosità della zona". Nel reclamo inviato dall’utente, Confconsumatori ha evidenziato il comportamento del fornitore: "Oltre ad aver determinato una situazione caotica e non trasparente – conclude la D’Agostino – i numerosi reclami dell’utente sono rimasti totalmente privi di risposta, un comportamento contrario alle disposizioni di settore e fortemente aggravato dalla indifferenza e noncuranza mostrate nei confronti di una persona che con il terremoto ha perso tutto. Anche per questo ci siamo riservati di segnalare il tutto alle Autorità competenti".
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