Torino, bombe con i chiodi contro la polizia: gli antifascisti ormai sono fuori di testa
Dovevano “stanare” Simone Di Stefano, e invece si sono limitati al solito teatrino per salvare la serata: qualche scontro con le forze dell’ordine per dimostrare di esistere. A Torino va in scena il consueto copione, con un bilancio finale di sei agenti feritidurante per l’esplosione di bombe carta contenenti chiodi e cocci, il cui uso pare sia prescritto dalla Costituzione. L’arrivo in città del segretario nazionale di CasaPoundscatena l’antifascisteria locale, che per tutta la sera gioca a guardie e ladri attorno all’Hotel NH, dove era in corso l’evento elettorale di Cpi, svoltosi regolarmente in una sala strapiena di persone.
Sovranità, economia, Unione europea, lavoro: i temi in cima all’agenda del movimento delle tartarughe frecciate sono i soliti. Anche fuori i centri sociali rispolverano la loro agenda politica, composta da un unico punto: antifascismo militante e caccia a chi la pensa diversamente. Il picco di tensione si è raggiunto quando un gruppo di antifascisti ha cercato di aggirare il blocco della polizia passando attraverso un cantiere vicino alla nuova stazione di Porta Susa. Qui, i centri sociali hanno divelto le barriere, spezzato le lastre di pietra del pavimento e lanciato in mezzo alla strada cassonetti, incendiandoli. A quel punto, la polizia ha caricato i teppisti, con le consuete scene di guerriglia urbana.
Le forze dell’ordine hanno anche usato gli idranti per disperdere i facinorosi. I quali hanno peraltro rivendicato pienamente anche le violenze dei giorni scorsi in varie parti d’Italia, comprese quelle più odiose e criminali. “Da Torino a Palermo scateniamo l’inferno. Non è solo uno slogan ma una promessa. Quello che è stato fatto a Palermo all’esponente di Forza Nuova è una concreta azione di antifascismo ed è legittima perché attaccare i fascisti è una difesa popolare”, scandisce un esponente della contromanifestazione, secondo quanto riportato dai media. Intanto, all’Hotel NH, si lanciavano le parole d’ordine per riscattare la nazione.

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