Il delitto di Siracusa, il procuratore: "Omicidio dovuto ai fantasmi della gelosia"
Tutti, a Canicattini Bagni, la chiamavano Lauretta. E tutti conoscevano la ragazzina bionda dal passato difficile che il paese montano in provincia di Siracusa aveva “adottato” da quando la mamma l’aveva abbandonata a soli 3 anni. Così Canicattini da ieri piange una sua figlia uccisa a 20 anni e buttata dentro un pozzo in contrada Traditusu, nelle campagna di Stallaini al confine con il territorio di Noto..
Giordano parla in conferenza stampa a Siracusa dopo il fermo di Paolo Cugno, compagno della vittima, che ha confessato il delitto: la donna è stata uccisa a coltellate e gettata in un pozzo. "Nella tarda nottata - ha confermato il magistrato - ha confessato dopo un iniziale silenzio sulle sue responsabilità". L'uomo si trova ora in carcere. La morte risalirebbe intorno alle 22 di sabato; l'omicidio sarebbe avvenuto nella campagna dell'uomo che ha utilizzato un coltello che si trovava in un capanno e con il quale "ha inferto una serie di fendenti". Cugno in passato aveva minacciato una persona con una motosega.
Dopo l’abbandono da parte della mamma, infatti, la piccola era stata affidata ai servizi sociali che per evitarle ulteriori traumi l’hanno lasciata in casa con il papà che l’ha accudita con amore e dedizione. “Aveva appena 3 anni – dice la sindaca Miceli – e non abbiamo voluta strapparla ancora dagli affetti, così è entrata a far parte della famiglia di Canicattini Bagni perché la nostra è una piccola comunità, ci conosciamo tutti e tutti siamo diventati 'zii' di Lauretta”. Dal primo amore di Laura appena sedicenne è nato un bambino che i servizi sociali hanno deciso di affidare alla nonna paterna e che la ragazza vedeva spesso in attesa di raggiungere la serenità e la maturità necessaria per crescerlo da sola. Due anni fa, Laura ha conosciuto Paolo e dalla loro storia è nato un altro bimbo che viveva con loro a casa dei genitori di lui, per un primo periodo, e fino a sabato dal padre di lei.
Alle 7, quando il papà di Paolo, coltivatore diretto, si è recato in campagna ha notato il figlio in una stradina di contrada Tradituso come ha raccontato in caserma ai carabinieri dove lo ha accompagnato. I militari hanno dunque ripreso le ricerche nella zona in cui era stato ritrovato il figlio notando la presenza di un pozzo con il coperchio manomesso dove, poco dopo, è stato ritrovato il corpo di Laura.
Per l’intero pomeriggio e la notte, davanti alla caserma sono stati numerosi i familiari dei giovani fermi in attesa di conoscere l’esito dell’interrogatorio. E numerosi sono stati anche gli abitanti di Canicattini Bagni che hanno stazionato nei pressi della caserma; tra loro anche qualcuno che ha costretto i militari a intervenire per la presenza di pietre pronte a essere lanciate contro l’assassino.
Da ieri, a Canicattini Bagni si respira un’atmosfera luttuosa e di rabbia e oggi sarà la giornata del silenzio e del rispetto per le due famiglie coinvolte nella tragedia. A distanza di 4 anni dall’omicidio di Marisa Ton, l’infermiera di 36 anni accoltellata dal marito per gelosia, il paese di 6mila anime piange un altro femminicidio nel mese che Canicattini ha dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne con una targa di condanna in piazza.
- UN DELITTO D'IMPETO
Il femminicidio di Siracusa, parla il padre accusa: "Lui era violento, assistenti sociali e forze dell'ordine sapevano"
Giordano parla in conferenza stampa a Siracusa dopo il fermo di Paolo Cugno, compagno della vittima, che ha confessato il delitto: la donna è stata uccisa a coltellate e gettata in un pozzo. "Nella tarda nottata - ha confermato il magistrato - ha confessato dopo un iniziale silenzio sulle sue responsabilità". L'uomo si trova ora in carcere. La morte risalirebbe intorno alle 22 di sabato; l'omicidio sarebbe avvenuto nella campagna dell'uomo che ha utilizzato un coltello che si trovava in un capanno e con il quale "ha inferto una serie di fendenti". Cugno in passato aveva minacciato una persona con una motosega.
- UN PASSATO DIFFICILE
Dopo l’abbandono da parte della mamma, infatti, la piccola era stata affidata ai servizi sociali che per evitarle ulteriori traumi l’hanno lasciata in casa con il papà che l’ha accudita con amore e dedizione. “Aveva appena 3 anni – dice la sindaca Miceli – e non abbiamo voluta strapparla ancora dagli affetti, così è entrata a far parte della famiglia di Canicattini Bagni perché la nostra è una piccola comunità, ci conosciamo tutti e tutti siamo diventati 'zii' di Lauretta”. Dal primo amore di Laura appena sedicenne è nato un bambino che i servizi sociali hanno deciso di affidare alla nonna paterna e che la ragazza vedeva spesso in attesa di raggiungere la serenità e la maturità necessaria per crescerlo da sola. Due anni fa, Laura ha conosciuto Paolo e dalla loro storia è nato un altro bimbo che viveva con loro a casa dei genitori di lui, per un primo periodo, e fino a sabato dal padre di lei.
- LE ULTIME ORE DI "LAURETTA"
Alle 7, quando il papà di Paolo, coltivatore diretto, si è recato in campagna ha notato il figlio in una stradina di contrada Tradituso come ha raccontato in caserma ai carabinieri dove lo ha accompagnato. I militari hanno dunque ripreso le ricerche nella zona in cui era stato ritrovato il figlio notando la presenza di un pozzo con il coperchio manomesso dove, poco dopo, è stato ritrovato il corpo di Laura.
- LA CONFESSIONE
Per l’intero pomeriggio e la notte, davanti alla caserma sono stati numerosi i familiari dei giovani fermi in attesa di conoscere l’esito dell’interrogatorio. E numerosi sono stati anche gli abitanti di Canicattini Bagni che hanno stazionato nei pressi della caserma; tra loro anche qualcuno che ha costretto i militari a intervenire per la presenza di pietre pronte a essere lanciate contro l’assassino.
Da ieri, a Canicattini Bagni si respira un’atmosfera luttuosa e di rabbia e oggi sarà la giornata del silenzio e del rispetto per le due famiglie coinvolte nella tragedia. A distanza di 4 anni dall’omicidio di Marisa Ton, l’infermiera di 36 anni accoltellata dal marito per gelosia, il paese di 6mila anime piange un altro femminicidio nel mese che Canicattini ha dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne con una targa di condanna in piazza.
- UCCISA CON ALMENO 6 COLTELLATE

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